2007/06/29

Referendum elettorale


E' necessario dare una scossa alla nostra classe dirigente, ai nostri dipendenti come direbbe Beppe Grillo, affinchè la politica la smetta di occuparsi di se stessa e torni alle origini alla vera gestione della cosa pubblica. Per questo è importante che tu faccia sentire la tua voce. Firma per il referendum elettorale!

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1 Commenti:

Anonymous Francesco V ha detto...

Amici del referendum elettorale,

le motivazioni della vostra scelta referendaria sono sicuramente condivisibili:
- superamento della legge elettorale vigente, definita porcata dal suo stesso autore, Roberto Calderoli,
- superamento della eccessiva frammentazione dei partiti in italia,
- infine, scarsa fiducia che il parlamento sappia o voglia realizzare una riforma elettorale di buona qualità.

La vostra risposta a queste problematiche è la realizzazione di una riforma elettorale che, parole dal sito ufficiale del referendum, porterà ad un sistema bipartitico:

“Il sistema elettorale risultante dal referendum spingerà gli attuali soggetti politici a perseguire, sin dalla fase pre-elettorale, la costruzione di un unico raggruppamento, rendendo impraticabili soluzioni equivoche e incentivando la riaggregazione nel sistema partitico. Si potrà aprire, per l’Italia, una prospettiva tendenzialmente bipartitica.”

Il vostro referendum poggia sulle ali di interesse dei partiti maggiori nel panorama italiano: il PD, che recenti sondaggi danno al 25%, si troverebbe in un sistema bipartitico a fare la parte del leone, e salirebbe virtualmente al 50%. Lo stesso dicasi per i due partiti maggiori del centro destra: AN e FI. Ma avete l’appoggio anche di partitini minori, come l’IdV, che con i 2.5% scarsi a disposizione e la mancanza di partiti con cui allearsi, verrebbe eliminata da un sistema a soglia, e preferirebbe dunque essere inglobata da un partito unico.
Il vostro referendum poggia inoltre sulle ali della protesta popolare dovuta alla sfiducia nella classe politica e ai costi della politica, protesta giustissima, ma che il popolo associa univocamente alla frammentazione. A questo riguardo, francamente non capisco come un sistema bipartitico possa risolvere i problemi di sfiducia e di costi. Vedete, oggigiorno i cittadini non hanno molto potere per far rispettare gli impegni presi dai politici, se non quello, ben misero, di non premiarli con il voto alle elezioni successive. Con un sistema bipartitico anche questo potere è svuotato di significato. Alla votazione successiva, la possibilità sarebbe o votare per l’altro dei due partiti, in genere politicamente opposto e quindi scarsamente rappresentante delle proprie idee politiche, o non votare affatto, o votare per un eventuale terzo partito, atto che in america, a seguito di una secolare esperienza con un sistema elettorale bipartitico, viene saggiamente e giustamente definito come: ‘buttare via il proprio voto’.

E’ infatti immediato, a questo punto, fare riferimento diretto a quello che è l’esempio maggiore di sistema elettorale bipartitico: il sistema americano. Del resto, in Italia si è creato da poco il Partito Democratico e il paragone risulta essere ancor più appropriato.
Detto questo, mi sento di chiedervi, amici del referendum elettorale, se siete a conoscenza della affluenza elettorale in america. Alle ultime presidenziali, per le quali tutti i giornali hanno parlato di affluenza record e ben al di sopra della media, siamo arrivati a poco più del 50%. Di media, siamo sul 40%.
40% di affluenza all’elezione dell’uomo più potente del pianeta, il presidente degli Stati Uniti d’America, farei notare.
Il motivo maggiore di una così basa affluenza alle urne, come riportato da vari studi di centri americani e internazionali, è che il popolo americano si sente poco rappresentato dai due partiti, non si sente nella capacità di scegliere, e appunto, non sceglie.
Del resto,anche in Inghilterra, con sistema strettamente maggioritario, e nel quale sono presenti 3 partiti maggiori anziché 2, non siamo a livelli molto diversi: nel 2001 e 2005 si era a meno del 60%.

Una democrazia nella quale vota il 40% degli aventi diritto è una democrazia malata, concordate?
Una riforma elettorale che obbliga la gente a
1) scegliere i soliti noti,
2) scegliere un terzo partito,reso incapace dal sistema elettorale di avere potere e rappresentare fattivamente i propri elettori,
3) non votare

è l’unica risposta che sapete dare alla attuale pessima legge elettorale espressa dal centro destra negli anni scorsi?
Spero che ci riflettiate.

3:45 PM  

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